La modulistica essenziale per chi detiene AGAPORNIS FISCHERI

Viste le ultime disposizioni, il Registro di Detenzione (un tempo obbligatorio solo per gli allevatori che volessero vendere i propri soggetti) non è più obbligatorio per la specie Agapornis fischeri a condizione che si decida di introdurre in allevamento, e quindi detenere, unicamente esemplari dotati di anelli inamovibili e di inanellare tutti i nidiacei prodotti in allevamento con un medesimo anello inamovibile personalizzato con un proprio codice alfanumerico unico o con un proprio RNA FOI o altro codice (ad esempio anelli FEO).

L'utilizzo di anelli aperti/apribili non è riconosciuto come metodo di inanellamento valido ai fini dell'esenzione dal Registro.

L'utilizzo degli anelli inamovibili non è obbligatorio ma altamente consigliato vista la possibilità di evitare il Registro di Detenzione che resta obbligatorio per chi decida di allevare e vendere esemplari non inanellati o che comunque, seppur inanellando, disponga di riproduttori (anche uno solo) non anellati.

Ovviamente tutto questo deve essere di interesse per chi alleva e vende. Per chi alleva ma non ceda animali o li ceda gratuitamente il Registro di Detenzione non è obbligatorio in nessun caso.

 

ATTENZIONE:

Spesso negozi, pseudo-allevatori o privati che posseggono e riproducono una o qualche coppia, per ignoranza o per furbizia, vendono i propri animali senza le dovute documentazioni. In certi casi viene espressamente detto che non servono più i documenti,

ma è falso!

La legge italiana stabilisce la responsabilità individuale del cittadino, da ciò ne deriva che se acquistiamo un animale da CITES senza i dovuti documenti, siamo multabili anche nel caso in cui chi ce lo abbia venduto ci abbia espressamente detto che non fossero necessari documenti.

INFORMATEVI SEMPRE PRIMA DI FARE UN QUALSIASI ACQUISTO E...EVITATE I NEGOZI!

 

SONO SEMPRE OBBLIGATORI I SEGUENTI DOCUMENTI:


  • Cessione ai fini C.I.T.E.S
  • Denuncia di nascita



E' INVECE FACOLTATIVA PER CHI ALLEVA FISCHER:


  • Denuncia dichiarativa di conformità dell'allevamento

La convenzione di Washington

La convenzione di Washington è un documento redatto nel 1973 nella capitale statunitense ad opera di scienziati, ambientalisti, biologi e politici di molti paesi; essa detta le regole generali per una protezione seria di tutti gli esseri viventi regolamentandone o vietandone la raccolta/cattura e la successiva detenzione. Trattando nel particolare dell'avifauna, si è arrivati a questi accordi dopo oltre un ventennio di discussioni e di tentativi di salvaguardia di molte specie, tra cui i pappagalli. Nel 1960 l'Australia fu il primo paese a vietare l'esportazione di animali autoctoni di cattura e nel decennio seguente, per quanto riguarda gli Psittacidi, si potè osservare che tale scelta accostata a politiche di salvaguardia ambientale degli ecosistemi aveva portato a un nuovo aumento demografico delle popolazioni di pappagalli australiani. Vietare o regolamentare le catture e salvaguardare gli ecosistemi diventano il punto di partenza da cui muoversi verso la tutela delle diversità biologiche. La Convenzione è stata ratificata dagli Stati Uniti il 1° luglio 1975 e poi via via da tutti gli altri paesi, l'Italia ha firmato nel 1980. Nella formulazione originaria il trattato prevede liste denominate Appendici I, II, III, in cui sono incluse tutte le specie animali e vegetali in base al tipo di tutele applicate: l'Appendice I è quella che adotta criteri più severi. La II quelli intermedi e la III quelli meno rigidi. Per quanto riguarda gli animali, nell'Appendice I si trovano elencati tutti quelli ad altissimo rischio di estinzione, la cui cattura è vietata e la cui detenzione è lecita solo a condizioni molto rigorose e controllate e solo per soggetti catturati regolarmente prima dell'entrata in vigore della Convenzione o per quelli nati in cattività, sempre comunque accompagnati da regolare documentazione. Questo documento, chiamato comunemente CITES (Convention of International Trade with Endangered Species), altro non è che una sorta di carta d'identità dell'animale e lo deve accompagnare in ogni suo spostamento. In Appendice II si trovano tutte quelle specie che, seppur protette, possono essere catturate (in numeri limitati e prestabiliti), commercializzate e detenute solo in presenza di regolari autorizzazioni alla cattura e al commercio, e solo in presenza di un documento CITES per la detenzione. Anche i soggetti nati in cattività devono essere censiti e dotati di un apposito documento che possa permettere di risalire all'allevatore. Gli animali la cui cattura e detenzione è libera, e/o regolamentata dagli enti locali, vengono elencati nell'Appendice III. E' previsto che gli elenchi possano essere aggiornati se si modificano le situazioni verificate al momento della stesura originaria, per cui è possibile spostare una specie da un'appendice ad un'altra, qualora ne sopraggiungano le condizioni. Di tutte le specie di Psittacidi, una cinquantina sono inseriti nell'Appendice I e quasi tutte le altre nell'Appendice II. Le uniche a non apparire nelle prime due Appendici sono il Parrocchetto dal collare, la Cocorita, la Calopsite e l'Agapornis Roseicollis. Gli altri Agapornis, quindi, sono tutti in Appendice II. Nella versione della Convenzione ratificata dalla CEE, con le successive modifiche, ci sono alcuni lievi cambiamenti ed alcune aggiunte che riguardano la disciplina non solo del commercio delle specie protette, ma anche di quelle che, introdotte, potrebbero creare problemi per le specie indigene. Per quanto riguarda le Appendici, vengono ribattezzate Allegati, e invece di essere tre e numerati, sono ora quattro e nomenclati con le lettere A, B, C, D. Per quanto riguarda i pappagalli, quelli in Appendice I rientrano nell'Allegato A; quelli in Appendice II, nell'Allegato B; quelli in Appendice III nell'Allegato C. Ogni paese firmatario della Convenzione ha poi norme interne per regolare l'allevamento e la detenzione di tutte le specie; in Italia esiste l'obbligo di denuncia delle nascite al Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato e, se con scopi commerciali, la tenuta del registro di detenzione di specie incluse nell'Allegato A e di quelle specie in Allegato B per cui non è stato tolto l'obbligo del registro. Da Aprile 2011 in particolare è stato tolto tale obbligo per diverse specie in Allegato B tra cui proprio gli Agapornis Fischeri e Personatus.

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A.I.A.P.